Si è verificato un errore nel gadget

sabato 22 dicembre 2012

Figli omosessuali

Stasera tra i tanti argomenti, è uscito quello dell'omosessaulità, vista dalla parte di un genitore. Uno ipotetico, non uno in particolare. Lo so, l'argomento è tanto scottante quanto attuale, e, nonostante le aperture degli ultimi tempi, un figlio omosessuale da ancora da pensare. Ma io mi chiedo: e perchè mai? Se un figlio è davvero altro da te, nonostante sia sangue del tuo sangue, ed è pertanto libero di decidere per se stesso , non dovrebbe essere anche libero di amare chi crede? Dello stesso sesso o di sesso opposto. Un genitore, non dovrebbe comunque essere felice quando un figlio è felice di esprimersi per quel che è? E soprattutto, se ama ed è amato, non dovrebbe essere la felicità suprema per chi gli ha donato la vita?

6 commenti:

  1. Se una madre non rispetta suo figlio omosessuale, non è neppure una madre e il suo amore non valeva nulla né prima né mai. Deve essere faticoso per un figlio o una figlia accettare l'ignoranza e la cattiveria dei propri genitori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Agata, benvenuta! Sono d'accordo con te, pienamente. Non condivido, ma posso capire, che per le vecchie generazioni, per un fatto culturale, fosse difficle capirlo. Ma ad oggi non esistono più giustificazioni.
      Ciao!

      Elimina
  2. "se ama ed è amato, non dovrebbe essere la felicità suprema per chi gli ha donato la vita? " Assolutamente sì. Solo quello desidero per i miei figli. Buon Natale :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buon Natale anche te, gentile "anonimo". Amore al primo posto, sempre!

      Elimina
  3. Bel post Francesca! Non solo in quest'aspetto ma in tante cose, i nostri figli, crescendo,sceglieranno la loro vita, i loro pensieri, emozioni, reazioni e opinioni di come vivere. Tocca noi a darli amore, sicurezza, casa solida come punto di riferimento - senza decidere o imporci sulla loro vita, le loro scelte. Immagino che sia dificile da parte da genitori tenere sempre la mente aperta, pero' se riusciamo - i nostri figli ci faranno caprire nuove cose, nuove strade e nuove punto di vista. Mi rivolgo spesso a Khalil Gibran in momenti di difficolta', e penso che lui l'abbia veramente azzecato nel Profeta quando dice:

    "I vostri figli non sono i vostri figli.Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
    Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
    E benché stiano con voi non vi appartengono.
    Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
    Perché essi hanno i propri pensieri.
    Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
    Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
    Potete sforzarvi d'essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
    Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
    Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi viene da piangere...è bellissimo questo passaggio. Grazie per averlo condiviso questo pensiero!
      Buon anno! Baci

      Elimina